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La gentilezza allunga la vita dei sentimenti – RClub

29 Ottobre 2016

Far bene l’amore fa bene all’amore. Ma la gentilezza ancora meglio. E per di più allunga la vita sentimentale. A dirlo sono due psicologi americani, John Gottman e Robert Levenson, che hanno analizzato i livelli di comunicazione in migliaia di coppie. Con tanto di elettrodi per misurare i picchi positivi e negativi nell’interazione quotidiana, sentimenti e risentimenti, soddisfazione e frustrazione, felicità e aggressività. Risultato, le maniere forti sono una bomba a tempo per la tenuta del rapporto amoroso. Mentre le piccole gentilezze quotidiane, i gesti di affetto e di rispetto, di protezione e di comprensione, di cortesia e di dolcezza e tenerezza, complicità e amicalità sono una panacea che riannoda anche i legami usurati dal tempo, dalla convivenza e dalla routine. Durante i sei anni della ricerca, le coppie che hanno divorziato erano immancabilmente quelle che fallivano i test sulla gentilezza e l’empatia, mentre quelle che hanno retto meglio, in quegli stessi test raggiungevano punteggi da fuoriclasse. Ecco perché il consiglio dei due esperti è di tornare a investire sui fondamentali della vita in comune.

Lo sapevano bene i poeti del Dolce Stilnovo, come Guinizelli per cui amore faceva rima con “gentil core”. E su tutti padre Dante. Il suo “amor ch’al cor gentil ratto s’apprende” si è stampato a chiare lettere nell’immaginario sentimentale degli adolescenti di ieri e di oggi. Come un file che si autoaggiorna ad ogni cambio generazionale restando sempre vero anche se cambiano i tempi, le forme i modi e le mode. In fondo c’è una scintilla dell’amor cortese anche nella poetica rock di Jim Morrison che avverte la presenza dell’amata come una vibrazione morbida e lieve. “I hear a very gentle sound. Very near very far. Very soft, very clear” (Avverto un suono gentile, molto vicino e molto lontano, impalpabile e limpido).  E ancor più nella lirica malinconia di George Harrison che, con la sua aria da menestrello colto sul fatto, canta “While my guitar gently weeps”, (la mia chitarra piange dolcemente), e firma il capolavoro del White Album, il disco più dolcestilnovistico dei Fab Four.

Diceva Goethe che la gentilezza è la catena d’oro che tiene legati gli esseri. Ma nel caso delle coppie quest’oro diventa platino. E anche se il tono della ricerca di Gottman e Levenson può sembrare un po’ naif, ai limiti della scoperta dell’acqua calda, è pur vero che senza quest’acqua calda l’amore si raffredda. E anche la passione più infuocata, se si limita a fare scintille, presto o tardi finisce per disperdere la sua incandescenza poetica ed erotica. Estetica ed estatica. Perché se una storia non viene ricaricata quotidianamente di attenzioni, cure, cortesia, premure, generosità, disponibilità, dopo un po’ si esaurisce il credito. E quando il partner in debito di gentilezza corre ai ripari per rimediare è troppo tardi. Non ci sono rose rosse o cravatte che bastino a far rinascere la magia perduta.

L’articolo è visionabile su Repubblica.it al seguente link: La gentielzza allunga la vita dei sentimenti

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Marino Niola
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