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Addio alla carne (per scelta o per necessità) – il Venerdì di Repubblica

4 Novembre 2016

“Addio alla carne (per scelta o per necessità)”. Ne ho parlato oggi sul Venerdì di Repubblica nella mia rubrica Miti d’oggi, buona lettura!

Gli Italiani si sono messi a dieta. Ma i nutrizionisti non c’entrano. È stata la crisi a far stringere la cinghia agli abitanti di questo Paese di santi, poeti e chef. A dirlo è una ricerca Censis intitolata Gli italiani a tavola. Tornano le differenze di ceto, presentata nei giorni scorsi al Senato dal direttore generale Massimiliano Valerii e anticipata da Repubblica. Dall’indagine emerge che la lista della spesa alimentare si accorcia in quantità e in qualità.

Consumi in calo del 12,2 per cento e nelle famiglie più povere addirittura del 28  per cento. E il cibo che più di tutti è stato tolto dal carrello è la carne, con una riduzione che tocca il 19 per cento. Come dire che se mangiamo tutti meno, chi ha un reddito basso mangia anche peggio. Tant’è che sono diminuiti anche i consumi di frutta, verdura, pesce e pasta. Con tanti saluti alla dieta mediterranea che, pure, le grandi agenzie internazionali come l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione) considerano garanzia di sostenibilità e di sicurezza alimentare. Nonché  un voucher per la longevità.

Una forbice sociale che i ricercatori del Censis hanno definito Food social gap. Divario socio-alimentare. Per cui i ricchi mangiano meno carne per ragioni etiche e dietetiche. Mentre i poveri sono costretti a farlo per ragioni di budget. In ogni caso è il crepuscolo della fettina. Che è stata il grande mito degli anni del miracolo economico.

Così la nostra società si divide sempre di più in due popoli. Quello del vorrei ma non posso e quello del potrei ma non voglio.

Marino Niola
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Su Repubblica.it il mio articolo sul Sannazaro https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/18/news/dalla_duse_a_eduardo_con_il_sannazaro_e_andato_in_fumo_lo_spirito_di_napoli-425165874/

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