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L’artista israeliana che dipinge calze per donne in gamba – il Venerdì di Repubblica

11 Novembre 2016

“L’artista israeliana che dipinge calze per donne in gamba”. Ne parlo oggi sul Venerdì di Repubblica nella mia rubrica Miti d’Oggi, buona lettura!

Il corvo si posa sul ginocchio. Mentre il viso di Edgar Allan Poe, ciuffo stralunato e occhiaie scure di chi scrive nel noir della notte, si stampa sulla tibia. Tutto intorno scorre il racconto in caratteri gotici. Sono i collant letterari inventati dalla designer israeliana Dega Rozmarin. Che fa scivolare sulle gambe delle donne i versi libertari di Emily Dickinson, le citazioni pedagogiche dal Piccolo principe di Saint-Exupery, l’incanto del mondo rovesciato di Alice nel paese delle meraviglie. Con tanto di illustrazione del Cappellaio Matto che, raggomitolato all’altezza delle caviglie, ci guarda di sottecchi. Nel modello più dark della serie, il ghigno di Dracula è circonfuso dal racconto di Bram Stoker, mentre un pipistrello dispiega minaccioso le sue ali. E chi volesse istoriarsi le gambe con qualche altra opera immortale, non deve fare altro che rivolgersi all’artista al TightsShop sul portale Etsy.

Queste calze di fatto sono come un super tatuaggio. Ma in versione aumentata. Perché poesia e narrativa sono comunicazione ad altissima intensità. E c’è una bella differenza tra avere una falena sulla schiena e Boccaccio sul polpaccio. In fondo questa trentottenne di Gerusalemme ha raccolto il testimone di una lunga storia di emancipazione che ha avuto nel più frivolo degli indumenti il suo simbolo. A partire dai circoli letterari femminili delle Blue Stockings di Londra. Istituiti a metà del Settecento dalle aristocratiche Elizabeth Montagu e Elizabeth Vesey. Stanche di parlare solo di cose da donne, le ladies dalle calze blu si misero a discutere di poesia, di filosofia e di politica. E rovesciarono la società partendo dal basso.

Insomma seduzione ma anche liberazione. Perché oltre le gambe c’è di più.

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Marino Niola
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