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Nella Silicon Valley l’uomo studia per diventare dio – il Venerdì di Repubblica

7 Aprile 2017

Sulle colline di Los Angeles stanno cercando il petrolio del futuro. Per estrarre dalle profondità della vita il segreto della longevità. Premi Nobel, geni dell’informatica, biotecnologi visionari, investitori illuminati, insieme ai guru della Silicon Valley, hanno deciso di unire le loro forze per finanziare megaprogetti antiage.
Lo racconta Tad Friend in un lungo reportage appena uscito sul New Yorker. Visto che nel Novecento l’età media si è
allungata di trent’anni, con conseguente aumento di malattie, la sfida del presente è diventata la salute degli anziani. Ma non solo. Perché quella che arriva dagli States in realtà è un nuovo modo di pensare il senso della vita e della morte. Che da questione morale, filosofica e religiosa si sta trasformando in mero problema tecnologico. Come dire che i confini del corpo non sono un limite invalicabile ma una nuova frontiera da scoprire.
Scommettendo su mitocondri, dna, diete, microbioma, tossine zombie. Fino alla God Pill, la pillola di Dio, quella che dovrebbe, da sola, fare il miracolo di rallentare la macchina del tempo biologico. L’impresa poggia su un assunto tanto semplice da sembrare quasi banale. E cioè che del corpo umano sappiamo poco ma sappiamo per certo che nasconde energie straordinarie, potenzialità in gran parte ignote che è possibile attivare. Insomma, apparentemente siamo davanti a un new deal antropologico che tenta di sflilare gli arcani della vita dalle mani del destino per consegnarli in quelle dell’uomo. Non a caso il nuovo vangelo di quest’avanguardia bio-umanistica è il libro di Yuval Noah Harari Homo deus. Un nome che è tutto un programma. Se poi la collina di Los Angeles sia il nuovo Olimpo o un resort per ricchi megalomani sarà la storia a dirlo.

Marino Niola
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