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Caccia al diavolo che si annida nello zucchero – il Venerdì di Repubblica

11 Agosto 2017

Una volta il diavolo si nascondeva nei dettagli. Oggi si annida nei cibi. Un tempo cambiava aspetto, oggi cambia gusto. E per far perdere le sue tracce, muta continuamente la sua composizione organolettica.
Si occulta nel sale, nell’olio di palma, nel glutine, nelle farine bianche. O nello zucchero che, nel giro di trent’anni è passato da quasi farmaco, da piccola panacea domestica, a più che veleno. Con eserciti di sugarbusters che, al grido di su-gar-free!, danno la caccia al saccarosio in tutte le sue forme e manifestazioni. Ovviamente questa guerra santa sta viralizzando la rete. Basta digitare le parole “zucchero nascosto” per ottenere quasi mezzo milione di risultati.
Social, siti, chat e forum hanno messo in piedi un’autentica intelligence per sgamare il demonio, anche quando si presenta sotto falso nome. Per esempio come glucosio, lattosio, fruttosio.
Ci sono pagine web che elencano le 77 disgrazie prodotte dal sale dolce. Sarà un caso, ma 77 nella smorfia è il numero di Satana. Ora, senza voler sottovalutare i pericoli dell’abuso di cibi zuccherati, o di altri ingredienti a forte impatto sulla salute, che è cosa buona e giusta tenere sotto controllo, quello che colpisce in questi anatemi alimentari è il loro furore integralista. Che scomunica ora questo ora quell’alimento e ne fa il simbolo di tutti i mali che minacciano la nostra immunità. Con un rigorismo che sta fra la demonizzazione e la religione.
Ma una religione del corpo e non più dell’anima, che fa cortocircuitare salvezza e salute. Ecco perché al supermercato
compulsiamo ansiosamente le etichette dei prodotti prima di metterli nel carrello, per essere certi che il nemico di turno sia stato cancellato. Scongiurato. Di fatto esorcizzato.

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Marino Niola
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