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Instagram e il Medioevo a singolar tenzone – La Repubblica

23 Agosto 2017

«Con fede e coraggio, fratelli, in nome dell’Assunta battetevi!». E mille incappucciati si colpiscono il petto come un sol uomo con un tampone a trentatré punte. È l’attacco travolgente del più grande mea culpa dell’Occidente, quello che domenica prossima si ripeterà a Guardia Sanframondi.
Fede, umiltà e mortificazione. Sono gli unici comandamenti di questo rito che sembra una scheggia di Medioevo. Sopravvissuta a tutti i cambiamenti che la Chiesa ha imposto nei secoli alla cultura popolare. Rendendo le sue sacre funzioni sempre più astratte,disincarnate, interiorizzate.
Mentre qui il corpo è ancora l’epicentro di tutto. E parla il più arcaico e universale dei linguaggi, quello del sangue. Che durante l’intera giornata riga di scarlatto le candide tonache dei protagonisti. E impressiona l’occhio degli spettatori. Nel 2010 erano più di centomila le persone venute in cerca di emozioni forti. Con tanto di giornali e tv di tutto il mondo.
Oltre alla platea di antropologi, fotografi, film-maker e artisti in cerca del segreto di questo teatro del sangue. Alla mia équipe di ricerca, alcuni devoti dell’Assunta, coperti dal più inviolabile anonimato, hanno confidato che in realtà per loro è una grande catarsi. Una terapia di espiazione, «per noi e per gli altri. Anche per voi che venite qui a studiarci».
Mai come questa volta la schiera silenziosa dovrà affrontare il voyeurismo del villaggio globale, la curiosità indiscreta degli instagrammer, la superficialità narcisistica dei selfie-made-men. Anche questa è penitenza. Ma i bianchi, imperterriti, si sfileranno dall’ingorgo mediatico. E percorreranno solennemente le strade del borgo antico incidendosi letteralmente la passione di Cristo sul corpo. E se i loro antenati lo facevano per impetrare la pioggia e
propiziare i raccolti, loro invece ne fanno una questione più intima.
È il loro modo di sentirsi comunità. E di riallacciare il legame con la tradizione dei padri. Nel nome della Madre.

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Marino Niola
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