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Donne in trappola, dal patriarcato al neo-matriarcato – il Venerdì di Repubblica

10 Novembre 2017

Il mito della maternità perfetta nuoce gravemente alle mamme. Perché le illude di essere onnipotenti e poi le lascia frustrate e deluse.
A dirlo è Margaret Nichols, una quarantenne di New York. Insegnante di meditazione e da sempre sostenitrice del parto acquatico in casa. Nel corso di una lunga intervista uscita su Time della scorsa settimana, Margaret ha confessato a Claire Howorth di essersi dovuta amaramente ricredere, dopo aver affrontato la sua prima gravidanza. Alla trentesima ora di travaglio dolorosissimo, immersa in acqua a temperatura corporea, ha realizzato improvvisamente di essere vittima di un’ideologia romantica quanto perversa.
Di un misto di mammismo e naturismo per cui il corpo della donna sarebbe un congegno perfetto, fatto apposta per procreare. Per allattare al seno. Per sviluppare gli anticorpi del pargolo. Per dispensare cure h24. Ma quale
onnipotenza? – dice Nichols incazzatissima – il parto è il momento di massima fragilità per le donne. Che dietro quella cortina rosea e melensa, sperimentano solitudine, paura, inadeguatezza.

E soprattutto senso di colpa, perché non si sentono all’altezza di quel mito che ha preso possesso della loro anima e che idealizza il loro corpo. Così, se non hanno latte suficiente o nutriente, si sentono fallite.
Se ricorrono al cesareo si sentono sconitte.
Perché non hanno creduto abbastanza nel loro corpo. Insomma una serie di idiozie, spesso condivise e diffuse anche da medici, inluencer e sedicenti esperti.

Risultato. Le donne si sono giustamente liberate dal patriarcato. Ma purtroppo molte di loro sono cadute nella trappola del neo-matriarcato. Che le esalta come dee-madri, ma non riconosce loro il diritto di essere semplicemente se stesse.

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Marino Niola
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