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Il genio del design che legò mungitura e telefono a parete – il Venerdì di Repubblica

27 aprile 2018

Cento anni fa nasceva Achille Castiglioni, un genio del design che ha trasformato le nostre case in gallerie d’arte inconsapevoli. E ha contribuito a fare del Made in Italy uno dei miti d’oggi. Castiglioni ha illuminato il miracolo economico del Belpaese con opere luminose come Arco, la lampada da terra lanciata verso l’alto da uno stelo di metallo flessibile che la fa decollare dal suo supporto di marmo. È proprio questa bellezza diffusa, che accomuna gli oggetti quotidiani all’arte, la cifra dello stile italiano.
E di personaggi come Castiglioni, capaci di ridisegnare i nostri sogni e bisogni, abitudini e habitat. Rabdomanti che vedono funzioni inedite in forme note.
Quando negli anni Settanta il celebre designer milanese faceva lezione alla Bovisa, lasciava di stucco gli allievi saltellando su e giù su uno sgabello da mungitura con una sola gamba, legato alla vita con una cintura per spostarsira pidamente da un animale all’altro col seggiolino attaccato al sedere.
La sua era una lezione di danza ergonomica, per spiegare l’evoluzione che da quello strumento di lavoro contadino aveva portato allo sgabello Mezzadro e alla celeberrima sella Zanotta, ora esposti in tutti i musei del mondo. Il primo è un sedile da trattor esu un sostegno di acciaio con un piede di legno. Mentre la seconda è un sellino da bici, innestato su un tubolare di acciaio ancorato a una semisfera di ghisa, che consente una “seduta in piedi”.
Comodissima per parlare al telefono che, nelle case di quegli anni, era ancora attaccato alla parete. Un’intera mutazione antropologica riassunta in pochi centimetri di metallo laccato.

Marino Niola
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