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Frate Asino protettore dei maturandi – il Venerdì di Repubblica

15 Giugno 2018

Da mercoledì prossimo per cinquecentomila ragazzi comincia l’incubo della maturità.
L’esame che ricordiamo anche da grandi e che spesso sogniamo di dover ripetere. In realtà l’uscita dalla scuola è l’ultimo dei riti di passaggio, un’autentica iniziazione alla vita adulta. E per riuscire a superarla gli studenti non sanno a che santo raccomandarsi.
Non a caso in questo periodo preghiere, fioretti e scaramanzie vanno per la maggiore. Superstizioni?
No, solo placebo simbolici per sentirsi meno soli contro tutti.
Oggetti transizionali o integratori alimentari fa lo stesso. E, se non basta, ci sono i tradizionali protettori degli esaminandi.
Primo di tutti Sant’Espedito, infallibile patrono delle urgenze e delle emergenze, come dice il suo nome. Seguono Santa Rita da Cascia, la santa delle cause impossibili, come certe promozioni che hanno tutti i crismi del miracolo. Ma il vero garante celeste dei candidati sull’orlo di una crisi di nervi è San Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Desa, un francescano vissuto nel Seicento e passato alla storia per la sua imbarazzante difficoltà di apprendimento, che gli valse l’appellativo di Frate Asino.
Ciò nonostante superò gli esami di teologia grazie alla scienza infusa dal cielo. E infine ci sono i tutor per chiara fama come Virgilio e Leopardi, beatificati dai maturandi di tutti i paesi.
Che vanno in pellegrinaggio a Napoli e depongono sulle tombe dei sommi, richieste di indulgenza scolastica.
Genitori apprensivi di ogni ordine e grado, non abbiate paura! In realtà stress, paura e cimento, ieri come oggi, sono il vero abbiccì della crescita.

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Marino Niola
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