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Con lifting e tatuaggi prende corpo la nostra identità – il Venerdì di Repubblica

10 Agosto 2018

L’odore dei soldi assomiglia a quello del limone. Lo sanno bene gli esperti di neuromarketing, cioè quella strategia di vendita basata sui risultati delle neuroscienze. Adesso anche gli scienziati – quelli veri, non i divulgatori di fake – confermano che un ambiente agrumato stimola la nostra propensione all’acquisto. Mentre gli aromi calmanti come la camomilla rilassano sia noi sia la nostra carta di credito.
A dirlo è l’ultimo numero dell’Almanacco della Scienza del Cnr (Consiglio nazionaledelle ricerche), dedicato al corpo in tutte le sue sfaccettature (www.almanacco.cnr.it). Un tema rilanciato dal clima dell’estate, la stagione in cui smettiamo di essere il nostro corpo e ci accorgiamo improvvisamente di avere un corpo. Soprattutto se la prova costume, il responso dello specchio, il verdetto della bilancia, smaltano il nostro narcisismo. Ma in realtà il nostro io somatico è fatto di mille componenti e l’Almanacco ci guida attraverso i suoi meandri. Per esempio ci rivela che l’intestino è in realtà un secondo cervello. E che i miliardi di cellule neuronali che lo popolano sono in realtà una centrale d’informazioni che dialoga costantemente con la testa, influenzando i nostri comportamenti, non solo quelli di pancia.
Ma si può essere profondi anche restando a fior di pelle. Perché, spiegano i ricercatori, l’epidermide è in realtà il vero
interfaccia pensante che sta tra noi e il mondo. Sul piano fisiologico, psicologico e sociale. Non a caso nella società dell’immagine la superficie del nostro corpo diventa la vera fabbrica di un’identità sempre più curata, tatuata, liftata,
performata. Insomma come diceva Nietzsche, il corpo è decisamente più sorprendente dell’anima.

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Marino Niola
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