Quella laurea honoris causa a Carlo Petrini per idee che sopravviveranno
IN MEMORIA DI CARLO PETRINI “…In realtà Carlìn è stato…
Gomorra ha oltraggiato la Madonna. E i fedeli insorgono.
È successo dopo la messa in onda di una puntata della nota serie tv in cui dei camorristi nascondono un carico di droga in un’edicola votiva della Madonna dell’Arco e poi la vandalizzano per recuperare la merce.
La scena ha mandato su tutte le furie i devoti della veneratissima icona, che hanno postato sui social un appello alle autorità ecclesiastiche perché «mostrino diniego e indignazione» e prendano i dovuti provvedimenti.
A dire il vero gli sceneggiatori non hanno lavorato solo di fantasia. Spesso e volentieri, infatti, i clan usano tabernacoli, statue di Padre Pio e altre immagini sacre per far sparire roba che scotta in nascondigli al di sopra di ogni sospetto. Quindi la fiction si è ispirata a pratiche piuttosto frequenti.
Ciò nonostante la reazione è stata molto veemente. Perché, a giudizio di alcune associazioni di credenti, la sequenza incriminata getterebbe una luce sinistra e fuorviante su una tradizione che ha cinque secoli di storia e rappresenta il culto più sentito della religione popolare napoletana. Senza dubbio il più vicino al cuore della gente comune. A questa consolatrice degli ultimi, infatti, si affida sia il popolo di Gomorra sia quello che vive nel rispetto della legge.
Ed è proprio questa popolarità trasversale della Vergine a spiegare la violenza della reazione, ma al tempo stesso anche la scelta degli autori. Perché in certi casi il sacro è in comodato d’uso tra buoni e cattivi. E la Madonna viene contesa fra vittime e carnefici. A fare la differenza sono solo le azioni degli uomini.
IN MEMORIA DI CARLO PETRINI “…In realtà Carlìn è stato…
Su Repubblica.it il mio articolo sul Sannazaro https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/18/news/dalla_duse_a_eduardo_con_il_sannazaro_e_andato_in_fumo_lo_spirito_di_napoli-425165874/
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