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Di cosa parliamo quando parliamo di futuro – il Venerdì di Repubblica

25 Ottobre 2019

Quest’anno il Festival Conversazioni sul futuro di Lecce si è presentato come Dio comanda. È iniziato ieri e andrà avanti fino a domenica. Cento appuntamenti, duecento ospiti, un esercito di volontarie e volontari, la partecipazione di Amnesty International Italia, dell’Università del Salento, della Regione Puglia, dell’Apulia Film Commission e di Liberrima, libreria ufficiale della manifestazione. Per un fittissimo calendario di incontri, dibattiti, proiezioni, presentazioni, mostre, concerti.
Le barocche location di quella straordinaria città-teatro che è Lecce ospitano un parterre de roi. Il Premio Pulitzer David I. Kertzer, l’artista Michelangelo Pistoletto, il direttore dell’Espresso Marco Damilano, Susanna Tartaro, scrittrice e curatrice di Fahrenheit (Radio 3), Carlo Bonini di Repubblica, il direttore di Il Post Luca Sofri.
Insieme a testimoni di battaglie civili fondamentali per il nostro paese come Valentina Imbrogno, compagna di Dj Fabo, e le famiglie Regeni e Cucchi. A costruire questa fabbrica di pensiero è l’associazione Diffondiamo idee di valore, coordinata da Gabriella Morelli con l’aiuto di Annalisa Gaudino, Valentina Attanasio e Pierpaolo Lala. Perché il futuro non va atteso come un fenomeno della natura, ineluttabile e inesplicabile. Ma va prima di tutto pensato, immaginato, sognato. E talvolta scongiurato, soprattutto quando si presenta con il suo volto più apocalittico.
Non a caso, mentre l’Amazzonia brucia si parlerà di emergenza climatica con Carlos Bocuhy, presidente del Proam, Istituto brasiliano per la protezione dell’ambiente. E una serie di conversazioni sul food ci darà suggerimenti su come alimentare buoni propositi. Perché è chiaro che i nostri comportamenti a tavola eserciteranno un’influenza sempre più diretta sul corpo e sulla mente del Pianeta. Se ci pensiamo oggi, il nostro domani sarà migliore.

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Marino Niola
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